Afte e fastidiose vescicole cause e rimedi

Afte e fastidiose vescicole cause e rimedi

Afte, queste fastidiose vescicole...

Quali sono le cause: quando prevenzione fa rima con informazione.
Una sensazione di leggero bruciore, un pizzicore in un punto ben preciso della bocca, di solito in corrispondenza del bordo interno delle labbra, della parete delle guance, delle gengive, della base della bocca, dei lati o della superficie della lingua oppure del palato molle.
È il primo segnale che sta per comparire un’afta: la classica vescichetta rotondeggiante con superficie inizialmente rossastra e lucida e poi biancastra che può periodicamente ricomparire, da sola o in gruppo.
Le afte sono una tipologia di lesioni della bocca che evolvono formando un’ulcera di piccole o grande dimensioni. Anche la frequenza con cui compaiono è variabile: quando è molto elevata si parla di aftosi ricorrente.

Sulle cause ci sono tante ipotesi
Non si conoscono esattamente le cause delle afte. Alla loro origine ci possono essere ipersensibilità o allergie ad alcuni cibi o bevande (in particolare, caffè, cioccolato, fragole, uova, noccioline, formaggi stagionati e, più in generale, alimenti acidi o molto speziati); carenze di ferro o di vitamine del gruppo B; infezioni o sensibilizzazioni indotte da batteri presenti nel cavo orale; cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale o alla gravidanza; affaticamento eccessivo e stress psicofisico.
Un’ulteriore causa di afte, spesso multiple e particolarmente fastidiose chiamate mucositi, sono i trattamenti antitumorali, come la chemioterapia e la radioterapia localizzata nella zona della testa e del collo.

Non sono contagiose, ma a volte impiegano molto tempo per guarire
Le afte non sono contagiose, né pericolose per la salute e guariscono anche da sole, ma in alcuni casi e in pazienti particolarmente depressi da un punto di vista immunitario possono impiegare molto tempo a scomparire o ripresentarsi spesso, creando un serio disagio e difficoltà a bere e mangiare.
Non essendo noto lo specifico meccanismo d’insorgenza non si ha a disposizione neppure una strategia in grado di scongiurare la loro comparsa.
Quando è possibile riconoscere un fattore scatenante ben definito, si può attuare una prevenzione efficace rimuovendolo o cercando di compensarne gli effetti.

Afte e lesioni della bocca: chi rischia di più?
Le lesioni della bocca, e soprattutto le afte che sono una delle tipologie più frequenti, possono colpire chiunque in qualunque momento della vita.
Una predisposizione individuale specifica, difese immunitarie ridotte o all’opposto la presenza di allergie o intolleranze alimentari.
Oppure, condizioni di particolare stress, molte malattie sistemiche o traumi indotti dai denti o da apparecchi ortodontici e protesi dentali.
Sono soltanto alcuni dei fattori associati allo sviluppo di afte orali. Le lesioni della bocca, e soprattutto le afte che sono una delle tipologie più frequenti, possono colpire chiunque in qualunque momento della vita.
E, appena possono, non mancano di farlo.
Tuttavia, la frequenza con cui si manifestano le antipatiche vescichette è molto diversa da persona a persona e cambia con l’età e le circostanze in cui ci si trova.

I principali fattori di rischio
Le cause dell’insorgenza delle afte sono ancora sconosciute.
Possiamo dire che alla loro origine c’è una disfunzione immunitaria localizzata in cui i principali protagonisti sono i linfociti T. È presente un certo grado di familiarità, risultano più colpiti pazienti che in famiglia presentano casi di aftosi. E in genere ne soffrono di più le donne rispetto agli uomini.
Alla base di questi fattori esiste da una parte una non meglio precisata configurazione genetica e, dall’altra, le fisiologiche oscillazioni dei livelli ormonali che accompagnano per esempio l’arrivo delle mestruazioni o il periodo della gravidanza.
Altre note condizioni facilmente accompagnate da afte comprendono malattie gastroenteriche con una più o meno spiccata componente infiammatoria, infettiva o immunitaria, come la sindrome del colon irritabile, la gastrite e il reflusso gastroesofageo dovuti alla presenza di Helicobacter pylori, la celiachia, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. In tutti questi casi, probabilmente, a promuoverne è la combinazione di elementi propri della malattia (in particolare, l’alterazione della risposta immunitaria in difetto o in eccesso) e dei deficit nutrizionali che possono conseguirne, a causa di restrizioni dietetiche o malassorbimento. Anche patologie e condizioni che coinvolgono il sistema immunitario o che ne impediscono un corretto funzionamento possono favorire lo sviluppo di afte.
Le principali tra queste comprendono le immunodeficienze congenite o acquisite (in particolare, l’HIV/AIDS) e le terapie che hanno, come obiettivo della cura o tra gli effetti collaterali, un’azione immunosoppressiva (farmaci immunomodulanti contro l’artrite reumatoide, il lupus ecc.; cortisonici; chemioterapia; radioterapia ecc.).


Fattori di rischio molto più banali e facili da compensare riguardano, invece, l’area odontoiatrica.
In questo caso, a promuovere l’insorgenza di lesioni della mucosa orale di vario tipo sono soprattutto traumi indotti da apparecchi ortodontici, impianti recenti, protesi fisse o mobili imperfette o mal posizionate, denti rotti o usurati, con margini appuntiti o taglienti.
Per risolvere questi inconvenienti è sufficiente segnalarli al proprio dentista e seguire i suoi consigli.

 

Consigli utili per prevenirle
Negli altri casi, invece, è bene seguire alcune norme comportamentali cautelative.
Per esempio, se si tende ad avere afte ricorrenti, si dovranno evitare i cibi acidi (compresi, alcuni frutti, specie se acerbi), molto salati o piccanti, cercando di mantenere una dieta sana, varia ed equilibrata, che fornisca tutti i micronutrienti necessari all’organismo.
Dopo ogni pasto, si dovranno lavare i denti con cura, per almeno due minuti, spazzolando delicatamente con uno spazzolino di durezza media, per evitare microtraumi a gengive e mucosa della bocca.
Nella scelta del dentifricio, meglio optare per prodotti privi di sodio lauril solfato, ingrediente che può causare sensibilizzazioni.
Se si indossano apparecchi ortodontici, bite o protesi, va chiesto consiglio al dentista su come proteggere le zone della bocca più esposte a traumi da sfregamento o da contatto.
Mentre se si ha la tendenza a essere ansiosi e stressati, yoga e altre tecniche di rilassamento o la semplice attività fisica regolare possono fare miracoli non soltanto sul fronte dell’umore, ma anche contro le afte.

Fonti:  www.alovex.it

 


 

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